Recensioni

La notte dell’uccisione del maiale

“…ma Dio osserva e non tollera che qualcuno ami un mortale più di quanto si debba amare lui, manda i suoi lampi, perché si arrabbia. Sì tesoro mio, hai scontato la tua pena per quello in cui hai errato, perché il piccolo Jani ti ha calciato via, come una pezza da piedi, e non mi arrabbio veramente con te solo perché per ultima, in quel forno, hai gettato anche te stessa, dopo di noi, e non hai risparmiato né il tuo sangue né le tue lacrime, per questo ti perdono io, Róza.”

Narrato nell’arco temporale di una giornata, “La notte dell’uccisione del maiale” svela gli intrighi e le passioni violente di due famiglie unite più di venti anni fa da un matrimonio, i Tóth e i Kémery.

Mentre Janos, figlio maggiore dei Tóth e marito di Paula Kémery, si accinge a preparare gli utensili per la macellazione e il banchetto successivo, ogni protagonista prende voce in capitolo, lasciandosi andare a rancori mai sopiti o tornando con la mente a ricordi carichi di segreti.

La coralità diventa un elemento essenziale della narrazione, perché solo attraverso le diverse voci il lettore può sperare di apprezzare in pieno la tragedia che Magda Szabó vuole raccontarci; perché di questo si tratta, una tragedia riuscita in tutto e per tutto, e di cui si ha il sentore sin dalle primissime pagine. D’altronde la stessa Szabó parla del suo romanzo come un campo di mine aperto.

Ognuno di loro si porta dietro un carico immenso di sofferenza, rancore e anche consapevolezza del proprio ineluttabile destino, eppure Magda prepara bene le carte in tavola, prendendo le difese di alcuni e incolpandone altri, seppure con discrezione per non rovinare la sorpresa. Ci troviamo di fronte ad un escalation di sentimenti ed eventi, il non detto viene svelato un po’ alla volta perché l’autrice sa bene di dover preparare il lettore, come meglio può, all’epilogo che l’aspetta.

Per capire bene ogni protagonista sono fondamentali le capacità stilistiche dell’autrice che intreccia introspezione, discorso diretto libero e narrazione in terza persona, pur di permetterci di entrare nel vivo dei loro sentimenti, apprendere la loro storia e mettere insieme i pezzi del puzzle. Certamente questo significa che il lettore deve avere pazienza, stare attento a non perdere il filo, eppure si troverà alla fine molto prima di quel che immagina.

I temi sono molteplici e tutti contribuiscono a rendere la storia ancora più appassionante ed intrigante, producendo nel lettore le emozioni più disparate: il tradimento – o sarebbe meglio dire diversi tipi di tradimento – l’orgoglio familiare, la povertà, l’amore umiliato e disprezzato.

“La gente non parla del lutto – lo porta. Ma tacendo, forse, le cose diventano ancora più nere dentro di noi. Tuttavia, sarebbe bello alleggerirsi. C’è chi si alleggerisce con le parole.”

“La notte dell’uccisione del maiale” è anche un romanzo che prende ispirazione dal vissuto dell’autrice e in particolar modo di quello della madre, dalla libertà a quest’ultima negata, un requiem per la sua fanciullezza assassinata.

Magda Szabó scrive un romanzo superbo, in grado di descrivere le pulsioni dell’anima, soprattutto quelle che più ci spaventano e che nascondiamo più in fondo che possiamo, pur avendo davanti a sé ancora una grande carriera di scrittrice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...